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Roero, terre da vino...

Il clima

Lontane dal mare e dal suo benefico influsso moderatore, le colline del Roero sono soggette ad un clima tipicamente continentale e tendenzialmente arido (minima assoluta invernale degli ultimi 140 anni di -15°C e massima assoluta estiva di +39°C). 
Le scarsissime precipitazioni estive fanno del Roero una regione particolarmente arida. Infatti a fronte di una piovosità media annua nazionale di 970 mm, osserviamo qui valori che sono da considerarsi fra i meno elevati dell'intera provincia, con una media generale di soli 681,1 mm (massimi stagionale in primavera ed autunno, minimi nei mesi di febbraio e di luglio-agosto). 


I suoli agrari

I suoli agrari del Roero derivano dallo smantellamento e dal rimescolamento di strati sovrapposti di diversa provenienza, depositatisi in tempi remoti, sul fondo cristallino di un antico mare interno chiamato, successivamente, Golfo Padano.
In linea di massima nei terreni agrari vocati alla viticoltura troveremo una costante presenza di sabbie a cui si sommano percentuali diverse di limonite, argilla, calcare, humus ecc.. 
Avremo così, alle maggiori quote dei Comuni delle rocche, composti a netta sovrabbondanza di sabbie, connotati sempre da estrema aridità e scioltezza. 
Assai diverse, ed a volte antitetiche, sono le caratteristiche dei suoli di matrice prevalentemente miocenica stanziati nelle zone meno elevate della regione, digradanti verso il Tanaro, caratterizzati da un’alta percentuale di argille, a volte frammiste a banchi gessosi, a cui si aggiunge una consistente quantità di calcare.



La cattura del Tanaro

In origine Langhe e Roero formavano un unico ininterrotto altopiano. Fu la “cattura del corso del Tanaro”, che in conseguenza di un fenomeno geologico di bascullamento spostò la sua confluenza col Po dalla pianura di Carmagnola a quella di Valenza, a innescare un gigantesco processo di erosione e di ringiovanimento del territorio che condusse alla parziale demolizione dell'altopiano primigenio, alla separazione fra Langhe e Roero ed alla suddivisione del Roero in due zone assai diverse fra loro: a N-O il residuale tavoliere originario, a S-E la regione interessata dai fenomeni geologici di cui si è detto e caratterizzata da un sistema collinoso a struttura labirintica digradante dall'orlo della terrazza centrale fino alle sponde del Tanaro. 
È proprio in questo settore del Roero che trova la sua collocazione ottimale la coltura specializzata della vite.