Come il Barolo e il Barbaresco, il vino Roero è figlio del nebbiolo e porta il nome della terra d’elezione. Un vino, dunque, nobilissimo: nel lignaggio e nel nome.
Con sette secoli di attestazioni storiche alle spalle (al 1303 risale la più antica citazione roerina del nebbiolo), il Roero si propone, insieme all’Arneis, come alfiere della viticoltura roerina.
La d.o.c. “Roero” è del 1985.
La vendemmia 2005 è stata la prima a fregiarsi della DOCG.
Finezza, eleganza e delicatezza: queste le caratteristiche che le sabbiose terre del Roero donano ad un vino che si presenta da subito interessante, ma con grandi e armonici bouquet da sviluppare con l’invecchiamento. Il profumo è intenso, pulito, con note di ciliegia marasca, ribes nero, mora e sensazioni retroolfattive di fieno e pepe. Il sapore è caldo, asciutto, con nota vanigliata appena accennata; ricordo di tabacco e cuoio. La sensazione tannica è in leggero esubero, con finale di marmellata di lamponi.
La realtà economica del “Roero” è la seguente (dati aggiornati al 31 dicembre 2005):
ETTARI 198,5194
BOTTIGLIE 696.920
Le annate del “Roero”
1985: eccezionale
1986: ottima
1987: buona
1988: ottima
1989: grande
1990: eccezionale
1991: buona |
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1992: normale
1993: buona
1994: mediocre
1995: buona
1996: grande
1997: eccezionale
1998 : ottima |
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1999 : eccezionale
2000 : grande
2001 : eccezionale
2002 : normale
2003 : ottima
2004 : ottima/grande
2005 : grande |
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